Ci sono versioni di te che porti da anni e che non ti descrivono più. Pesano solo.
Togliere invece di aggiungere: questo è il fulcro della lente di questa settimana su Tisbo, Quello che non sei.
Una lente, su Tisbo, è un modo di guardarti. Non ti dice cosa succederà né ti dà consigli: prende ciò che hai già risposto e te lo restituisce ordinato da un angolo specifico. Quella di questa settimana va al contrario rispetto alle altre. Invece di dirti chi sei, cancella.
Funziona così. Con ciò che hai confermato su di te in questi giorni e, soprattutto, con ciò che hai scartato, ti restituisce tre o quattro identità che chiaramente non sono tue: la persona che credevi di dover essere, il ruolo che ti è stato assegnato presto e nessuno ha mai rivisto, l'etichetta che ripeti senza verificarla. E si chiude con ciò che si vede meglio quando togli quelle maschere. È breve. Non devi raccontare nulla: hai già risposto.
Quando usarla: quando ti scopri a difendere una versione di te che non sostieni più. Quando dici "io sono così" e senti che è da molto che non lo verifichi. Quando da settimane cerchi di adattarti a qualcosa che nessuno ti ha chiesto.
Questa settimana la trovi in evidenza aprendo l'app, fino a sabato: tisbo.app/open/lens/what_you_are_not
Michelangelo diceva che la figura era già dentro il blocco e che il suo lavoro era rimuovere ciò che era in più. Con te è lo stesso: non c'è bisogno di aggiungere nulla.
